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La battaglia europea sugli energy drink

La battaglia europea sugli energy drink

La battaglia europea sugli energy drink

Il Parlamento Ue boccia la proposta di regolamento della Commissione che intendeva promuovere le proprietà per la concentrazione umana
 
 
emanuele bonini
 

Non è vero che la caffeina fa bene, rende più attenti e più reattivi. Non è vero che gli energy drink, le bibite con sostanze stimolanti, sono da promuovere. Al contrario, rischiano di avere effetti negativi per la salute di adolescenti e bambini, principali consumatori di questi prodotti. Niente indicazioni nutrizionali sulle confezioni che ne decantino le lodi, quindi. In nome delle tutela della loro crescita sana, il Parlamento europeo ha bloccato la proposta di regolamento della Commissione Ue che intendeva promuovere le proprietà per la concentrazione umana. Ora l’esecutivo comunitario non potrà adottare il testo, e sarà costretto a ritirarlo per presentarne una nuova versione. 

 

La proposta della Commissione  

Il regolamento comunitario 1924 del 2006 sulle indicazioni nutrizionali fornite sui prodotti alimentari, impone all’esecutivo comunitario di stabilire le informazioni sulle proprietà di cibi e bevande. Un compito da portare a termine, da regolamento, entro il 19 gennaio 2009 al più tardi. Le bibite energetiche erano rimaste però scoperte, e la Commissione ha finalmente deciso di intervenire nel rispetto delle norme comunitarie che impongono di legiferare in materia. Una decisione che riguarda in particolare prodotti come Redbull, ma anche l’italiana Tonino Lamborghini. Il collegio dei commissario ha proposto di associare agli energy drink «la capacità di aumentare l’attenzione o la concentrazione», incorrendo nelle obiezioni parlamentari. 

 

La contrarietà dell’Aula  

Sponsorizzare le proprietà di aumentare attenzione o concentrazione «potrebbe incoraggiare un consumo eccessivo di zucchero da parte degli adolescenti, che sono i maggiori consumatori di tali bevande», le principali obiezioni espresse dal Parlamento europeo. Nell’Ue beve regolarmente energy drink il 68% degli adolescenti e il 18% dei bambini, con un bambino di undici anni su tre in sovrappeso o obeso. Non solo. Nella risoluzione approvata per alzata di mano si ricorda che una bibita energizzante da 250ml può contenere fino a 27 grammi di zucchero e 80 milligrammi di caffeina, con il 25% degli adolescenti beve «tre o più lattine» al giorno. Ciò nonostante l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomandi ad adulti e bambini di non assumere più del 10% del loro apporto energetico giornaliero di zuccheri semplici. La stessa Oms ricorda che un riduzione del 5% (circa 25 grammi al giorno) di glucosio fornirebbe benefici per la salute. Infine le bibite energizzanti, si ricorda a Strasburgo, sono state associate a cefalea, disturbi del sonno e problemi comportamentali nei bambini e adolescenti che ne fanno regolarmente uso. Promuovere dunque bevande ad elevato contenuto proteico e calorico rischia di accrescere questo fenomeno, secondo il Parlamento.  

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.lastampa.it/2016/07/07/esteri/la-battaglia-europea-sugli-energy-drink-g1Q3jRWGYbW0xh5q8WS1HN/pagina.html

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)