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Malattie mentali e consumo di alcol: il parere di Gianni Testino

Malattie mentali e consumo di alcol: il parere di Gianni Testino

Malattie mentali e consumo di alcol, educazione civica nelle scuole

di GIANNI TESTINO (presidente Nazionale Società italiana di alcologia)
 

Cara Repubblica, questa settimana celebriamo una delle rivoluzioni mediche più importanti dello secolo scorso: la Legge Basaglia.
Questa legge ha garantito salute e diritti ai pazienti con patologie psichiatriche. Sappiamo tutti che le manifestazioni cliniche delle dipendenze si embricano con quelle psichiatriche, tuttavia troppo spesso la base di partenza terapeutica è stata quella psichiatrica. Inoltre, l’epidemiologia del settore è in rapida mutazione: i dati della letteratura scientifica accreditata rilevano come il 40-70% (a seconda delle casistiche) delle prime manifestazioni psicopatologiche sia da ricondurre all’uso di sostanze e/o alcol.
Inoltre, tale uso può slatentizzare malattie mentali.

Le relazioni al Parlamento pubblicate dal Ministero della Salute ben evidenziano il costante incremento di giovani al di sotto dei 19 anni che consumano alcol, cannabis, stimolanti, allucinogeni, psicofarmaci non prescritti e nuove sostanze sintetiche o geneticamente modificate (in costante espansione). Spesso è presente il policonsumo.

Il profilo farmacodinamico di molte sostanze è in grado di provocare la fenomenologia dei principali sintomi psicotici in modo del tutto sovrapponibile a quella presentata da soggetti psicotici privi di una storia di consumo di sostanze e alcol. Da queste considerazioni emerge come la medicina delle dipendenze raccoglie elementi della salute pubblica, della medicina interna, della farmacologia clinica, della tossicologia clinica, della neurologia e anche della psichiatria. Non dimentichiamo che alcuni settori della medicina interna e della chirurgia trovano in alcol e sostanze la causa principale di attività: per esempio patologie del fegato e cardiovascolari, trapianto di fegato e di cuore.

Il disturbo da uso di sostanze non deve assolutamente essere classificato tout court con il disturbo mentale. Ciò può essere improprio e dannoso soprattutto per i giovani pazienti. L’American Board of Medicine Specialities ha superato tali problemi con la definizione della specializzazione Medicina delle Dipendenze.

Come in tutte le rivoluzioni culturali le resistenze possono essere molte per ignoranza o per il mantenimento del potere.
In realtà, lo studio nel primo caso o un passo indietro nel secondo caso possono garantire enormi benefici per i nostri malati e le loro famiglie.

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://genova.repubblica.it/cronaca/2018/05/16/news/malattie_mentali_e_consumo_di_alcol_ewducazione_civica_nelle_scuole-196522177/

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)