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Massa, cresce l'allarme alcol: ubriachi giÓ a 13-14 anni

ALCOL ADOLESCENTI

Massa - Per il presidente della Croce Verde di Marina di Massa, Marco Pedroni, il problema è passato da "giovani e alcol" a "bimbi e alcol": "Ma dove sono i genitori? . Dov'è la famiglia? Non è possibile che bimbi di 13-14 anni siano in giro, sbronzi, fino alle 4 del mattino. Stiamo parlando di adolescenti, che spesso andiamo a 'raccattare0' per strada e che portiamo al pronto soccorso, ubriachi fradici. Ma la cosa più allarmante - prosegue Pedroni - è che questo fenomeno non è più circoscritto al classico "sballo del sabato sera". Purtroppo, anche durante la settimana, nei giorni normali, si registrano questi episodi. Nel periodo estivo, con l'arrivo dei turisti, il fenomeno diventa esponenziale, ma anche in inverno, tra i ragazzi del luogo, sta prendendo campo".

Troppo, per non lanciare un sos. "La famiglia ha grosse responsabilità - spiega Pedroni -. Purtroppo la maggior parte di questi ragazzini deve far fronte al disagio di genitori separati. Ragazzini che in troppe occasioni diventano un ostacolo per "vite da single", per cui è più facile dire 'sì', evitando discussioni. E mi sento di dire questo quando ci chiamano, di notte, e ci troviamo di fronte bimbe di appena 14 anni mezze spogliate, che non si reggono in piedi. E mi chiedo: sanno i genitori cosa fanno i loro figli? Se davvero lo vogliono sapere, li seguano. Basterebbe andare in giro di notte, a vedere cosa fanno questi bimbi e rendersi conto di come cercano di risolvere i loro problemi personali, di origine familiare".
Stanno insieme, a gruppi. Non hanno l'età per poter acquistare gli alcolici ma se li procurano ai supermercati. E poi c'è sempre un maggiorenne nel gruppo che fa acquisti per tutti. "Bevono, vogliono imitare i grandi - aggiunge Pedroni -, si ubriacano e poi si spaventano. E chiamano noi, per il soccorso. E la famiglia? Viene avvisata ma spesso fa finta di niente, di non capire il problema, per vergogna ma soprattutto per non essere messa in discussione. Spesso dietro la sbornia dei ragazzi si nasconde una richiesta d'aiuto".

Pedroni aggiunge che "nessuno vuol fare il moralista: il messaggio deve essere quello di bere moderatamente. E a tanti genitori suggerisco di andare a visitare certi reparti per capire cosa succede quando si guida in stato di ebbrezza. Troppe le vittime dell'alcol e non solo in chi beve ma anche in chi è stato massacrato da chi ha bevuto". Che fare? "I locali chiedono strumenti per poter gestire questa situazione - conclude Pedroni -. Addirittura c'è chi ci segnala situazioni a rischio. Noi ci spendiamo, soprattutto in estate, per promuovere campagne di sensibilizzazione con la collaborazione di esercenti di locali pubblici ma non è facile richiamare l'attenzione di questi ragazzi, far capire loro cosa succede quando si esagera. Abbiamo bisogno di aiuto affinché questi messaggi possano essere recepiti".

Angela M. Fruzzetti