Nostra intervista a Federico Tonioni, psichiatra e psicoterapeuta, da molti anni si occupa di dipendenze patologiche e adolescenti difficili. Dirige un centro per le Dipendenze da sostanze e da Dipendenze comportamentali presso la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma.

La Cannabis può provocare l’innesto di una psicosi?

La Cannabis, anche nel caso di spinelli potenziati, resta sempre chimicamente leggera. Se provoca l’innesto di una psicosi è perché era latente. Ai miei tempi, per esempio, l’insorgere nei ragazzi della schizofrenia si manifestava durante il servizio militare obbligatorio. Possiamo dire che il servizio militare fa venire la schizofrenia? Appena alcuni 18enni problematici si separavano dai genitori, perché vi era una familiarità con la malattia o c’erano una serie di prodomi misconosciuti, si verificava l’esordio psicotico. Per cui il servizio militare slatentizzava una schizofrenia se era già presente. È come il fiammifero e la benzina. Se in un secchio c’è l’acqua non succede nulla, se c’è un combustibile scoppia l’incendio. Il fiammifero è la canna. La benzina è la psicosi latente. Poi certamente la Cannabis crea un minimo di dispercezioni altrimenti non sarebbe una sostanza stupefacente ma non dobbiamo confondere i sintomi passeggeri psicotici innestati da una Cannabis con una malattia psichiatrica che non passa.

Quando la Cannabis diventa pericolosa?

Quando sostituisce l’atto del pensare perché è un’operazione che non ha nulla di ricreativo. Viene usata al posto del pensiero quando un ragazzo tutte le mattine si fa una canna prima di entrare a scuola e magari si beve una birra. Lo ripete a ricreazione e non conta più quante canne al giorno si fa. Vuol dire che c’è un problema nel pensiero, di solito di tipo persecutorio o di bassissima stima di sé. Cosa succede? La canna viene usata come fosse una medicina, ma essendo leggera, non riesce a svolgere questa funzione, al massimo obnubila un po’ il pensiero, ti confonde, per cui rende meno nitida l’idea persecutoria, o filtra le emozioni nei dialoghi tra i ragazzi.

Perché, in questi casi, si crea la possibilità di passare alle droghe pesanti?

Quando un ragazzo vede che la Cannabis non funziona per attenuare le idee persecutorie o paranoiche usa la cocaina per cercare di controllarle. La trafila finisce quando i ragazzi, predisposti con uno spazio interno per diventare psicotici, incontrano l’eroina che è la sostanza psicoattiva più potente in natura. Ha una funzione antipsicotica molto efficace ma con effetti collaterali allucinanti. Così la cocaina è il più potente e veloce antidepressivo ma porta alla pazzia. Se un ragazzo diventa tossicodipendente non lo diventa per la Cannabis ma perché ha un problema affettivo grande come una casa.

Come definisce il tossicodipendente?

Le dipendenze patologiche nascondono sempre un’angoscia profonda e si configurano come un tentativo, destinato ovviamente a fallire, di soluzione. Nessuna dipendenza patologica dal punto di vista del dipendente serve a morire ma a mantenere l’unico equilibrio possibile, al ribasso, pagando dei prezzi altissimi. Lo dobbiamo dire perché altrimenti continueremo a dividere il mondo in buoni o cattivi, ma, in realtà, le cose, sono molto più complesse.

Se scopro che mio figlio fa uso di Cannabis e lo nega, cosa devo fare?

Fare presente che lei lo sa ma senza farlo sentire in colpa. Il punto non è perché si fa le canne ma perché non lo dice. Se non lo dice è perché si aspetta una punizione. Se metti tuo figlio davanti ad un plotone di esecuzione dicendogli per 20 anni di non azzardarsi a farsi una canna dimenticandosi di giocare con lui, quando lo farà non lo dirà. Perché dobbiamo dire ai bambini che il fumo uccide quando lo sanno già ed è anche scritto su ogni pacchetto di sigarette?

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: https://www.cittanuova.it/droga-e-figli/

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)