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Anoressia nervosa: cause e conseguenze

Anoressia nervosa: cause e conseguenze

L’anoressia nervosa: cos’è e come affrontarla

QUANDO SI PARLA DI ANORESSIA NERVOSA

L’anoressia nervosa è un disturbo cronico, invalidante e con un’elevata pericolosità rispetto alla salute. L’incidenza dell’anoressia nervosa è di almeno 8-9 nuovi casi per 100mila persone in un anno, mentre il tasso di remissioneè del 20-30% dopo 2-4 anni dall’esordio, 70-80% dopo 8 o più anni. Nel 10-20% dei casi si sviluppa una condizione cronica che persiste per l’intera vita.

La definizione “anoressia nervosa” può essere fuorviante, in quanto il termine “anoressia” implica che il problema centrale è la perdita dell’appetito. Ciò che sul piano diagnostico caratterizza l’anoressia nervosa è, in realtà, una ricerca fanatica della magrezza correlata a un’opprimente paura di ingrassare. Il nucleo patologico comporta un’eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del loro controllo. Questo porta appunto ad una dieta ferrea con il conseguente basso peso e sintomi della malnutrizione.

CALCOLARE L’INDICE DI MASSA CORPOREA

Per porre diagnosi viene spesso usato il criterio arbitrario della riduzione del peso corporeo al di sotto dell’85% del normale valore minimo rispetto a età e altezza. Ma come si fa a stabilire se una persona è troppo magra? Una possibilità è calcolare l’Indice di Massa Corporea (BMI) che si ottiene dividendo il peso in chili per il quadrato dell’altezza in metri. Un peso normale e salutare si colloca all’interno di un punteggio di BMI compreso tra 20 e 25. Un BMI inferiore a 18 indica sottopeso e può essere interpretato come problematico.

Oltre a questi metodi scientifici ci sono metodi più semplici per verificare il sottopeso. L’amenorrea è un tratto preminente dell’anoressia nervosa nelle donne. Spesso l’assenza di mestruazioni correlata a una diminuzione di peso è indicatore della strutturazione del disturbo.

LA PAURA DI AUMENTARE DI PESO

Tutte le ragazze anoressiche sono terrorizzate dall’idea di aumentare ed è per questo che provano in tutti i modi a tenere sotto controllo il loro peso: il controllo scrupoloso della quantità di cibo che ingeriscono è costante, così come la scelta degli alimenti, che devono essere sconditi, o a base di frutta e verdura,affinché l’assunzione quotidiana si aggiri intorno alle 500 calorie.

L’esercizio fisico intenso, provocarsi il vomito dopo ogni pasto, l’uso di lassativi o anfetamine e stimolanti per tenere sotto controllo la fame sono comportamenti restrittivi o di eliminazione per perdere peso, che paradossalmente, si accompagnano a un’aumentata paura di ingrassare. Per valutare la paura di perdere peso basta porre alcune domande: ti preoccupa l’idea di perdere peso? Segui una dieta? Sei tesa o irritabile durante i pasti? Ti pesi regolarmente e sei fiera quando diminuisci? Senti un forte bisogno di fare esercizio fisico? Ti senti spesso in tensione dopo un pasto perché temi di essere aumentata?

ESPERIENZA CORPOREA DISTORTA

Molti pazienti sono convinti di essere troppo pesanti o grassi nonostante siano sotto peso. Alcuni hanno una percezione corporea distorta, altrisono in grado di dare una stima molto accurata delle loro misure corporee, ma sperimentano o valutano il loro corpo, o parti di esso, come troppo grasso. Molte di loro indossano vestiti ampi per nascondere queste parti specifiche. La propria autostima dipende totalmente dal loro peso. Ancora, rispondendo ad alcune domande, è possibile valutare la percezione corporea: pensi regolarmente che la tua pancia, cosce, natiche o altre parti del corpo siano troppo grasse? Il tuo umore dipende dal tuo peso? Sei più sicura di te quando noti di aver perso peso? Hai mai provato sentimenti di disgusto verso il tuo corpo? Fai grafici del tuo peso o delle taglie di alcune parti del corpo?

PERFEZIONISMO

Tratti perfezionistici sono spesso associati all’anoressia nervosa. In effetti, pretendere molto da se stessi, porre mete da raggiungere che vanno di volta in volta superate, imposizione di regole rigide e disciplina, sono aspetti che sostengono i disturbi dell’alimentazione in quanto applicati al peso e alla forma del corpo. In questo caso bisognerebbe chiedersi: lavorare duro e fare bene le cose è estremamente importante? Se vengono raggiunti degli obiettivi devono esserne stabiliti altri più elevati? Hai paura di non raggiungere i tuoi obiettivi? Tendi a giudicarti severamente sulla base della prestazione e dei successi raggiunti?

BASSA AUTOSTIMA

Spesso i pazienti che soffrono di anoressia nervosa hanno una bassa autostima che implica l’avere una visione negativa del proprio valore, si descrivono come persone inutili, insignificanti, non amabili. Questo è associato ad una visione negativa del futuro e della possibilità di cambiamento. Utilizzando una metafora è come se avessero degli occhiali da sole che fanno vedere un brutto tempo e per questo è necessario indossare un abbigliamento pesante. Solo quando davanti allo specchio si rendono conto di indossare questi occhiali e li tolgono, realizzano che stavano guardando le cose non correttamente e che non ci sarà bisogno di quell’abbigliamento. Lo stesso avviene per le persone con bassa autostima, è come se stessero indossando occhiali da sole, ma la vita non è come la vedono.

CAUSE DELL’ANORESSIA NERVOSA

Sono molti i modelli che hanno cercato di dare una spiegazione alle cause di questa malattia e data la complessità del disturbo, terapeuti e ricercatori sono arrivati alla conclusione che si tratti di un problema “biopsicosociale”. Dal punto di vista biologico non è possibile concludere che si tratti di una causa ereditaria, ma che vi siano caratteristiche determinate geneticamente che possono aumentare il rischio di sviluppare un disturbo dell’alimentazioneè molto probabile.

Fisicamente, mangiare sempre meno, porta ad un restringimento dello stomaco, che porta le pazienti a sentirsi subito piene e nauseate diventando un importante fattore di mantenimento.

Psicologicamente, come abbiamo visto sopra, il fulcro del disturbo è l’ eccessiva valutazione della forma del corpo, del peso e del loro controllo. Iniziare una dieta le porta ad evitare di affrontare questa paura di ingrassare e diventa un’abitudine.

Eventi di vita come la carenza affettiva, l’abuso emotivo, fisico e sessuale possono porre le basi per la strutturazione del disturbo.

Infine, la nostra società, impone un modello di magrezza come sinonimo di felicità e successo che può fungere da cornice all’interno della quale si sviluppa la malattia.

CONSEGUENZE DELL’ANORESSIA NERVOSA

Al di là delle cause, che sono ricostruibili all’interno di una buonassessment (valutazione effettuata dallo psicoterapeuta esperto) e che può dare ragione del perché è emersa questa problematica, ciò che impressione è che una percentuale tra il 5 e il 15% delle persone che si ammalano di anoressia nervosa muoiono. Questo è dovuto alle complicanze fisiche dovute alla diminuzione di peso, che porta a squilibri idrici ed elettrolitici, esaurimento fisico e scompensi cardiaci.Ad esempio, coloro che si abbuffano e vomitano rischiano la rottura delle pareti dello stomaco ed ernie che possono risultare fatali. Mentre, altri problemi che non portano direttamente alla morte, ma che influiscono sul funzionamento della persona possono essere la perdita di capelli e peli, erosione dei denti, scarsa concentrazione e disturbi del sonno, mal di testa, irrequietezza e distorta regolazione termica.

COSA FARE DI FRONTE A QUESTO DISTURBO

PER I FAMILIARI

Innanzitutto è importante che genitori, familiari o compagni abbiano un atteggiamento comprensivo e calmo anche di fronte a comportamenti che li infastidiscono in quanto sono conseguenze del disturbo, non determinati da una reale volontà della persona. Se il clima dovesse proprio essere invivibile l’aiuto professionale è fondamentale. In ogni caso grazie ad un’accurata informazione è possibile comprendere meglio l’esperienza della paziente e i suoi comportamenti.

Per favorire il clima familiare è importante che i genitori prestino maggiore attenzione al loro rapporto e a quello che hanno con gli altri figli che spesso si trovano in difficoltà, soprattutto se assumono il ruolo di appoggio di uno o entrambi i genitori.

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TRATTAMENTO

Il trattamento per l’anoressia nervosa può essere svolto in ambulatorio o in ricovero. Questo dipende da diversi fattori: se la paziente abbia tentato per alcuni mesi di recuperare peso ma senza successo, è utile iniziare un trattamento ambulatoriale. Quando quest’ultimo non porta a cambiamenti o aumento di peso, quando vi sono preoccupanti condizioni fisiche o quando vi è rischio di suicidio è necessario considerare un ricovero in cliniche specializzate per i problemi dell’alimentazione.

Per quanto riguarda l’approccio, sicuramente quello cognitivo comportamentale ha le maggiori evidenze scientifiche e una mole di studi riguardo ai risultati non paragonabile a nessun altro. Si tratta di un orientamento la cui terapia si basa sulla modificazione dei comportamenti, la motivazione, l’immagine corporea, l’autonomia e l’autostima. Il coinvolgimento dei familiari è comunque importante all’interno di tale trattamento.

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copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.pescaranews.net/notizie/attualita/23827/lanoressia-nervosa-cose-e-come-affrontarla

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)