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Cosa si nasconde nel cervello spericolato di chi gioca?

Cosa si nasconde nel cervello spericolato di chi gioca?

 

Cosa si nasconde nel cervello spericolato di chi gioca?

 

Bioingegneri, neurochirurghi e neurologi ed un gruppo dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, a proposito di studi sul gioco d’azzardo, hanno scoperto che una struttura del cervello può riuscire a “controllare” le scelte “economiche” durante il gioco. E questo discende dallo studio sui pazienti che soffrono di disturbo da gioco d’azzardo che scelgono la maggior parte delle volte, e quasi inevitabilmente, proprio opzioni ad alto rischio, seppur questa scelta li conduca a lungo termine ad una perdita economica.

Questo impegnativo, ma interessante studio, è stato pubblicato su di una rivista specializzata, eNeuro, ed è dedicato particolarmente all’osservazione dei meccanismi neuronali dello sviluppo, in soggetti affetti da malattia di Parkinson, di disturbi del controllo degli impulsi (come per esempio lo shopping compulsivo o l’ipersessualità) o di dipendenze comportamentali come quelle relative al gioco d’azzardo.

Gli scienziati hanno analizzato l’attività cerebrale di pazienti, come detto, affetti da Parkinson, con o senza dipendenza dal gioco d’azzardo: posti dinnanzi ad una scelta tra decisioni ad alto e basso rischio, è stata analizzata l’attività della struttura cerebrale, il nucleo subtalamico, utilizzata correntemente nel trattamento neurochirurgico con stimolazione cerebrale profonda nella malattia del Parkinson. I pazienti dipendenti dal gioco d’azzardo scelgono, prevalentemente, opzioni ad alto rischio anche se questo conduce loro ad una perdita economica nel lungo termine.

Il team di scienziati ha scoperto che, immediatamente prima di effettuare la scelta, il nucleo subtalamico si comporta in modo diverso in pazienti dipendenti dal gioco d’azzardo: e proprio in questi pazienti è stata riscontrata un’attività specifica che prevede sempre le decisioni a basso rischio. Il nucleo subtalamico viene, quindi, coinvolto nel modulare la tendenza al rischio ed è possibile che la sua funzione non si limiti alle decisioni economiche ma che possa riguardare, più generalmente, l’equilibrio fra gli impulsi istintivi e le scelte razionali.

È una grande scoperta, poiché questo potrebbe essere obbiettivo di future applicazioni terapeutiche in pazienti che abbiano disturbi del controllo degli impulsi, dipendenza o gravi disturbi del comportamento. Viene ad essere lanciata, con i risultati di questa scoperta, una nuova luce sulle dinamiche dei circuiti cerebrali, il cui funzionamento viene disturbato in numerose malattie psichiatriche.

Infatti, osservando l’attività cerebrale dei pazienti dipendenti dal gioco d’azzardo, si è in grado di prevedere se riusciranno a resistere “all’attrazione” per il rischio quando effettueranno le scelte future. Evidentemente, ora, gli studi si dedicheranno ad investigare l’origine del fenomeno: sopratutto a capire come sviluppare terapie che possano aiutare la struttura a svolgere la propria funzione di “freno” e di conseguenza a limitare i comportamenti problematici e patologici.

Lo studio fornisce un paradigma di ricerca per esplorare i meccanismi cerebrali cruciali nella scelta di comportamenti ai fini della propria sicurezza, ma si tratta di dati che non riguardano solo la scienza.

 



(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

https://www.casinoguru.it/news/cosa-si-nasconde-nel-cervello-sperivolato-di-chi-gioca-5817

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)