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NPS (nuove sostanze psicoattive): intervista al dr. Coppola

NPS (nuove sostanze psicoattive): intervista al dr. Coppola

NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE: INTERVISTA A MAURIZIO COPPOLA

Sul nuovo numero di “Dal fare al dire” è presente un’interessante intervista a Maurizio Coppola, psichiatra del SER.D di Alba-Bra, fra i massimi esperti italiani di NSP (Nuove Sostanze Psicoattive). Si riporta di seguito una sintesi dei principali contenuti dell’intervista. Circa 2/3 delle NSP in circolazione sono cannabinoidi sintetici e catinoni sintetici, anche se fra le 644 nuove sostanze individuate nel 2015 figurano molte sostanze d’abuso “atipiche”. Coppola, commentando i dati epidemiologici, riferisce la propria preoccupazione per un fenomeno ancora poco conosciuto e sul quale gli operatori delle dipendenze appaiono poco preparati. Le NSP, dal punto di vista dei pericoli derivanti dall’uso, allarmano soprattutto per gli effetti tossici acuti, anche se possono provocare le stesse problematiche dell’uso cronico (tolleranza, dipendenza, astinenza) delle sostanze più conosciute. Tuttavia, sono gli effetti tossici acuti a destare maggiore preoccupazione: non a caso, la medicina d’urgenza e gli operatori dei Pronto Soccorso in prima linea nell’affrontare il fenomeno. Afferma Coppola: “Le NSP stanno modificando i parametri di riferimento della clinica dell’addiction, della psicopatologia e della medicina d’urgenza, ma stanno anche determinando problematiche di sicurezza sul lavoro, di sicurezza stradale e cambiamenti socio-culturali del divertimento che porranno interrogativi e dubbi non solo sulle scelte terapeutiche e preventive dei Servizi specialistici, ma anche sullìapproccio educativo alle nuove generazioni”.

Un altro aspetto evidenziato da Coppola riguarda le difficoltà che, su più livelli, gli operatori delle dipendenze devono affrontare per approcciare i consumatori di NSP. In primo luogo, spesso chi usa tali sostanza si percepisce più come un consumatore che come una persona dipendente e quindi difficilmente si rivolge spontaneamente ai servizi specialistici. “Sono pazienti estremamente diversi dal classico paziente dei Ser.D, e per poter fornire loro l’aiuto necessario si rende indispensabile un cambio repentino di funzionamento che sembrerebbe essere prioritariamente orientato all’approccio medico-sanitario”. Per colmare tale gap, è necessario secondo Coppola non solo aggiornare costantemente il personale delle dipendenze, ma aggiornare la cultura organizzativa dei servizi. Per fronteggiare le NSP, occorrebbe che i Ser.D attuassero nuove modalità di collaborazione con gli altri servizi che hanno a che fare con i consumatori di NSP, in primis i servizi di tossicologia, i Dipartimenti di Emergenza e i Pronto Soccorso.

 

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.cesda.net/?p=11774

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)