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University of Minnesota: studio sulle sigarette a basso contenuto di tabacco

University of Minnesota: studio sulle sigarette a basso contenuto di tabacco


“FUMO LIGHT” – Risultati di uno studio

Le vere sigarette light funzionano per smettere di fumare, ma solo se contengono meno di 2,4 milligrammi di nicotina per grammo di tabacco. Un quantitativo 5 volte più basso delle sigarette in commercio.

Chi fuma ha maggiori probabilità di smettere o di ridurre il numero di sigarette quotidiane se prima passa a sigarette a basso contenuto di nicotina.
Lo sostiene uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine che sembra mettere fine a un apparente paradosso medico che si protrae da anni: se il fumo è una dipendenza indotta dalla nicotina, come è possibile che nessuno studio di rilievo abbia mai dimostrato che il passaggio dalle sigarette normali a quelle cosiddette light non induca una qualche forma di disassuefazione?

«Il tabacco nelle sigarette light conteneva la stessa quantità di nicotina delle sigarette normali, ma le aziende hanno cercato di ridurre la quantità di nicotina che i fumatori aspiravano attraverso “trucchi progettuali” come filtri ventilati o tipi di carta diversi», ha spiegato uno dei ricercatori Dorothy Hatsukami dell’University of Minnesota.

Il risultato è che ai fumatori basta inspirare con più forza per assumere la stessa quantità di nicotina delle sigarette normali.

 

È per questo che sia in Usa sia nell’Unione europea le dizioni light, leggere o analoghe sono state vietate.

 


I ricercatori hanno dunque verificato su circa 850 fumatori l’efficacia di sigarette che contenessero una più bassa quantità di nicotina del consueto, se le sigarette tradizionali contengono circa 15 milligrammi di nicotina per grammo di tabacco, quelle offerte ai partecipanti allo studio ne contenevano 5,2, 2,4, 1,3 o 0,4.

Dopo sei settimane, i ricercatori hanno scoperto che le persone che fumavano sigarette con una dose di nicotina minore ai 2,4 mg per grammo fumavano il 30 per cento in meno di sigarette al giorno, avevano una probabilità doppia di cercare di smettere di fumare e, quando lo facevano, sperimentavano meno episodi di dipendenza.

Adesso i ricercatori sperano che questi risultati siano utilizzati dalla Food and Drug Administration per imporre alle aziende di ridurre il contenuto di nicotina.

(...omissis...)


copia integrale del testo si può trovare al seguente link:
http://www.cesda.net/?p=9501


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)