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Alcol e adolescenti, i dati del consumo in Italia

Alcol e adolescenti, i dati del consumo in Italia

Alcol e adolescenti, i dati del consumo in Italia

 

Uno studio finlandese pubblicato su Addiction ha individuato un’associazione tra consumo forte di alcol e maturazione del cervello in particolare di aree coinvolte nel controllo degli impulsi, e con la risposta soggettiva all’alcol. Fondamentale puntare sul rispetto della legalità. Sanzionando e formando chi non rispetta la legge, e anche i ragazzi.

"Lo studio finlandese si inserisce nel filone delle ricerche che a partire dal 2000 hanno chiaramente dimostrato la tossicità dell’alcol sul sistema nervoso centrale dei più giovani. E rafforza i dati che già abbiamo”, spiega Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità e presidente della Società italiana di alcologia. "L’alcol  - entra nel dettaglio l’esperto - è una sostanza lipofila che cioè viene attratta dai grassi di cui il cervello degli adolescenti è ricco. Agisce asportando la membrana delle cellule nervose, i neuroni, costituita da lipidi appunto, e di conseguenza distruggendo il tessuto nervoso. Per questa ragione il volume di alcune aree dell’encefalo si riduce, e di conseguenza viene meno parte della funzione cognitiva: gli adolescenti che fanno abuso di alcol perdono il 10-20 per cento della memoria e della capacità di orientamento nello spazio, per esempio".

"Tra i 12 e i 25 anni avviene la maturazione della corteccia cerebrale – riprende Scafato - ovvero dell’area del cervello che fa di noi dei sapiens, degli esseri razionali: prima dei 12 anni la nostra modalità di ragionamento è emotiva, il corretto sviluppo della corteccia ci consente di passare alla modalità adulta. L’abuso di alcol in questa fase di rimodellamento interferisce con il normale processo di maturazione cristallizzando l’encefalo a una modalità adolescenziale".
 
Una legge disattesa. Ogni anno in Italia si verificano 17 mila decessi ascrivibili all’alcol, circa 12mila tra i maschi e 5mila tra le femmine. Ebbene, la classe di gran lunga più rappresentata è quella  tra i 15 e i 29 anni: numeri che fanno degli incidenti stradali alcol-correlati la prima causa di decesso tra i giovani. Nella categoria 11-17 sono considerati consumatori a rischio 775 mila teenager, ovvero un ragazzo su 5, o il 21 per cento, e una ragazza su 6, o il 17 per cento. Infine, il 17 per cento di tutte le intossicazioni alcoliche che approdano ai pronto soccorsi della Penisola è registrata tra i ragazzi e le ragazze minori di 14 anni (dati, Iss). Numeri che sconcertano, e fanno anche rabbia, soprattutto perché siamo in presenza di una legge che vieta in Italia la vendita e la somministrazione di alcolici al di sotto dei 18 anni di età (DL 158/2012).
 
Il rispetto della legalità . "La legge sul divieto di vendita degli alcolici ai minorenni è una delle tante norme disapplicate nel nostro paese – riprende l’esperto –.  Disapplicata da chi ha legittimo diritto al profitto, ma un diritto che dovrebbe, deve, essere controbilanciato dalla protezione dei minori”. Aumentare i controlli potrebbe essere risolutivo? “In Italia le leggi si rispettano con i controlli, è vero. Ma è difficile che una norma possa proteggere i minori 24 ore

su 24. È necessario quindi puntare sulle sanzioni, certo, ma anche sulla formazione al rispetto della legalità, anche degli stessi ragazzi. Dobbiamo infine ricordare – conclude Scafato - che l’alcol è una droga-ponte, traghetta verso altre sostanze da abuso"

 

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2016/12/27/news/alcol_e_adolescenti_i_dati_del_consumo_in_italia-154927079/

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)