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Alcol, il nuovo allarme: I ragazzi si ubriacano consapevolmente

Alcol, il nuovo allarme: I ragazzi si ubriacano consapevolmente

Alcol, il nuovo allarme: «I ragazzi si ubriacano consapevolmente»

Diminuisce il consumo quotidiano, ma aumentano gli «heavy drinker». Pavarin: «L’abuso è pianificato»

di Mattia Guastafierro

 
BOLOGNA - Bevi consapevolmente. Potrebbe essere riscritto in questo modo il noto slogan pubblicitario, almeno secondo gli ultimi dati che riguardano il consumo di alcolici tra i giovani. I ragazzi bolognesi sono coscienti dei rischi, ma questo non basta a frenarli: «Ubriacarsi è una pratica consapevole, razionale e pianificata». A dirlo è Raimondo Pavarin, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze dell’Ausl di Bologna. E a confermarlo sono gli studi del progetto Allcool da lui condotto. Questa la fotografia scattata: diminuisce il consumo di alcool quotidiano, ma aumentano gli Hed, Heavy episodic drinking, le pratiche di consumo occasionali, smisurate e appunto consapevoli.
«Heavy drinkers»

Il progetto, finanziato dalla Commissione europea, analizza gli usi e i comportamenti dei giovani di tre città europee del sud Europa: Terragona in Spagna, Porto in Portogallo e Bologna per l’Italia. Obiettivo: approfondire il fenomeno degli «Hed» che ha preso il sopravvento nelle abitudini dei giovani dei Paesi mediterranei. Si definisce «heavy drinker»s chi assume in poche ore (di norma nell’arco di 120 minuti) tra le 4 e le 5 unità di alcool (corrispondente – con le diverse gradazioni – a un bicchiere di vino o a un boccale di birra). L’84,4% dei bolognesi tra i 18 e i 29 anni ammette di aver bevuto a dismisura almeno una volta nell’ultimo anno: la percentuale più alta tra le tre città protagoniste della ricerca. La metà di loro dichiara di farne un uso maggiore ma infrequente (meno di 4 volte al mese), il 34% invece ne fa un uso frequente (più di 3 volte al mese). A testimoniare l’affermarsi della pratica sono gli accessi al pronto soccorso nell’area metropolitana: nei primi otto mesi del 2017 si sono verificati 1101 casi di intossicazione alcolica acuta. Di questi il 25,3%, la percentuale più alta tra le fasce d’età, rappresenta i giovani sotto i 29 anni: circa 278 casi.

Nuovi comportamenti

Ai dati si affiancano anche nuovi comportamenti. La pratica del bere fino all’ebbrezza – si legge nello studio – si è normalizzata, mentre l’alterazione è ricercata consapevolmente: «L’abuso alcolico è pianificato – afferma Pavarin – i ragazzi stabiliscono in precedenza i momenti più adatti. Di solito la fine della giornata per non interferire con le attività di lavoro o studio e in base agli impegni del giorno dopo». Per andare incontro ai bisogni dei giovani consumatori, che nella maggior parte dei casi dispongono di limitate risorse economiche, si è adeguato il mercato che offre prodotti alcolici a basso costo e dalla bassa qualità. Ma sta prendendo piede anche il fai da te. I ragazzi si preparano a casa i cocktail che poi portano in giro dentro a bottiglioni di plastica, il più delle volte nascosti nello zaino. Di conseguenza ai tradizionali luoghi di ritrovo come i pub si sono sostituiti i non luoghi di consumo: «Si fa `balotta´ fuori dai locali che fanno tendenza - continua il professore - e ci si sposta da un posto all’altro».

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/17_ottobre_06/alcol-nuovo-allarme-ragazzi-si-ubriacano-consapevolmente-83bc2bc6-aaad-11e7-9c19-787743d93626.shtml

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)