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American Journal of Transplantation: trapianto d'organi e consumo di alcolici

American Jorunal of Transplantation: trapianto d'organi e consumo di alcolici

«Niente organi alle persone con disabilità intellettiva»: le linee guida della Regione Veneto scatenano la polemica. Secondo

il direttore del Centro nazionale trapianti «Anche i disabili hanno pari diritto al trapianto. Ma dove le trovano queste

idee?
Macché discriminazione. «le linee guida del Veneto in materia di trapianti non discriminano assolutamente nessuno. Lo abbiamo

dimostrato con documenti scientifici e dati statistici assolutamente inequivocabili». Risponde così l'assessore alla sanità

della Regione del Veneto, Luca Coletto, alla polemica in materia di trapianti scaturita dalla denuncia di due docenti

cattolici del Gemelli di Roma, Nicola Pannocchia e Maurizio Bossola e uno psicologo dell'Università della California, Giacomo

Vivanti, che hanno sollevato il caso raccontandolo sull'"American Jorunal of Transplantation". «Non c'è nessuna prova

scientifica che giustifichi l'esclusione dal trapianto delle persone con disabilità intellettiva - sostengono -, tanto più

che il quoziente intellettivo, con cui si determina l'entità del ritardo mentale, non è uno strumento idoneo».
Sotto accusa l'allegato A delle "linee Guida per la Valutazione e l'assistenza psicologica in area donazione-trapianto"

datata marzo 2009, nelle quali si escludono dai trapianti di organo le persone con danni cerebrali irreversibili; quelle con

ritardo mentale fissando il quoziente intellettivo inferiore a 50, coloro che hanno tentato da poco il suicidio e chi ha

dipendenze da alcol e/o droghe, fattori ritenuti "controindicazioni assolute". A questo proposito Coletto sottolinea anche

che è «stupefacente che ci si continui ad attaccare alla dicitura scientifica controindicazioni assolute. È stato spiegato

chiaramente che si tratta di definizioni usuali tra i tecnici, che non significano diniego, ma la necessità di garantire al

paziente debole tutta l'assistenza sanitaria, familiare e, se necessario, sociale, per la fase della dimissione e delle

complesse terapie da seguire nell'ambito di un percorso che, una volta effettuato l'intervento, è ben lungi dall'essere

concluso. Tutte queste attenzioni nel sistema trapianti del Veneto ci sono e ci saranno sempre».
Difende l'operato del Veneto anche Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti, che a Quotidiano Sanità

ha dichiarato che «Le linee guida venete, sono un documento corretto e dettagliato, citano studi internazionali per dire che

il problema esiste». «In Veneto mai nessuno è stato discriminato alla luce delle linee guida - afferma Costa - e a nessuno è

stato negato l'intervento. Anche i disabili hanno pari diritto al trapianto se possono beneficiare dell'organo donato sia in

termini di attesa di vita sia perchè in grado, in autonomia o con adeguata assistenza, di fruirne al meglio». I critici delle

linee guida, dal canto loro, si appellano alla Convenzione dell'Onu sui diritti delle persone con disabilità, ratificata nel

marzo 2009 e che recita «Le persone con disabilità hanno il diritto di godere il più alto standard conseguibile in salute,

senza discriminazioni sulla base della disabilità». E ad essi va fornite «la stessa gamma, qualità e standard di servizi e

programmi sanitari, gratuiti o a costi sostenibili forniti alle altre persone».
Per mettere fine alle polemiche - che secondo Alessandro Nanni Costa avrebbero come primo effetto collaterale una diminuzione

della fiducia nei medici e una conseguente tragica diminuzione di donatori di organi - la Giunta ha emanato una circolare

applicativa relativa proprio all'Allegato A nella quale non compaiono più le «controindicazioni assolute», ma si specifica

anzi che il documento è «fondamentalmente rivolto a garantire, in ogni possibile condizione, il più alto livello

assistenziale possibile», anche attraverso la rete del sostegno sociale pubblico. Caso chiuso?