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ANIA: l'auto diventa un salotto e aumentano gli incidenti

L'auto diventa un salotto e aumentano gli incidenti

Signora, dica la verità: mentre guida, qualche volta si ritocca il rossetto? E lei, giovanotto, si sofferma a guardare le

donne che passano? Bene: in entrambi i casi, questa distrazione calcolata in 2 secondi su una velocità da traffico cittadino,

di 40 chilometri all'ora, richiederà uno spazio di frenata di 20 metri, quanto basta per investire un pedone o tamponare

un'auto.
Ieri la Fondazione Ania, costituita dalle compagnie di assicurazione con l'obbiettivo di studiare la mobilità su strada, ha

fatto il punto sull'incidentalità in Italia, presentando una ricerca condotta da Ipsos su 800 automobilisti - di tutte le età

e condizioni - in quattro città italiane: Milano, Roma, Napoli e Bologna. E poi lanciando la campagna-choc - «Pensa a

guidare» - ideata dall'agenzia McCann-Erickson.
Il dato di sintesi è che due terzi dei 3 milioni e 400 mila incidenti è riconducibile ad «errati comportamenti alla guida», i

cosiddetti errori di distrazione, che si commettono soprattutto in città e con assoluta leggerezza. Il 51% degli intervistati

ammette di aver avuto almeno un incidente determinato da una fuga della mente, e il 76% concorda nel ritenere che la

distrazione sia il pericolo maggiore sulla strada. Da questo, tuttavia - rileva la ricerca - non discende alcuna conseguenza

operativa e neppure un buon proposito: non si cambiano i comportamenti, si spera unicamente nella buona sorte.
Il maggior fattore di distrazione - dice la ricerca - è costituito dalle tecnologie: cellulari, navigatori, autoradio,

lettore di Cd o Mp3. Se l'utilizzo del Pc è pericolosissimo (90% di incidentalità) è anche marginale (quanti lo fanno?)

mentre l'azzardo è costituito dal telefonino: il parlare al cellulare abbassa del 50% la soglia di attenzione. Mandare o

leggere un sms è un fattore di incidentalità riconosciuto dal 76% degli intervistati, e il comporre un numero dal 54%. Il

parlare al telefono poi, senza auricolare o vivavoce, è una sfida alla sorte: «Il rischio di incidenti aumenta di quattro

volte».
Ma ci sono anche altri comportamenti frequenti e rischiosi: mangiare e bere comporta una esposizione al rischio simile a

quella indotta dall'utilizzo delle tecnologie. Il 60% del campione riconosce come pericolose anche le azioni connesse col

fumare: cercare una sigaretta, prendere l'accendino.
E poi ci sono i comportamenti di cui dicevamo. Per le donne, la cura di sé affidata - specie al mattino - al tragitto in

auto, è la principale fonte di distrazione: il rossetto, e i trucchi, ma anche il solo specchietto. Così come, per l'uomo, il

distogliere lo sguardo verso le passanti, ma anche verso il bambino seduto dietro.
Riguardo all'età, generalmente sono i più giovani, tra i 18 e i 24 anni, a scrivere alla guida sms o inserire un cd, mentre

cambiare i canali della radio o telefonare è un tipico comportamento delle persone tra i 25 e i 44 anni. Al contrario,

interagire con il navigatore e leggere il giornale è un abitudine degli autisti over 45. Sono in molti - dice Fondazione Ania

- a ignorare che i tempi di reazione di chi guida e contemporaneamente utilizza un dispositivo elettronico si riducono del

50% e che la soglia di attenzione si abbassa notevolmente e diventa simile a quella di chi guida con alcol nel sangue:

distrarsi è come essere un po' ubriachi