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Italiani e alcol: le cifre dell'Alcohol Prevention Day

Italiani e alcol: le cifre dell'Alcohol Prevention Day

Italiani e alcol: ancora elevato il numero dei consumatori a rischio

Sono quasi nove milioni i bevitori considerati in pericolo, 650 mila hanno un consumo dannoso o una dipendenza. Purtroppo du dieci alcoldipendenti solo un viene curato

La buona notizia: il numero degli italiani che consumano alcol è rimasto stabile negli ultimi tre anni, oscillando intorno ai 35 milioni: in media, circa il 65% degli italiani consuma bevande alcoliche. La cattiva notizia: su 35 milioni, 8,6 sono consumatori a rischio, di questi 1,7 milioni sono giovanissimi tra 11 e 25 anni – con un picco di bevitori tra i 16 e i 17 anni - e 2,7 milioni ultrasessantacinquenni. E su dieci alcoldipendenti solo un arriva all’osservazione del Servizi socio-sanitari.È questo lo scenario tracciato dai Istat e Osservatorio nazionale Alcol (Ona) dell’Iss, in occasione del 16 maggio, Giornata dedicata alla prevenzione del consumo di alcol.

I giovanissimi e il binge drinking

A preoccupare sono anche i modelli di consumo che si consolidano, di anno in anno tra i più giovani. Abbandonato quello a pasto, di tipo tradizionale e mediterraneo, diventa sempre più frequente quello fuori pasto ed eccedente come dimostrato dalla tendenza, al binge drinking, il bere per ubriacarsi, che in Italia conta oltre 40.000 accessi annuali al Pronto Soccorso per intossicazione

I consumatori a rischio «nascosti»

Non diminuiscono neanche i consumatori ad alto rischio, 650 mila (420 mila maschi pari al 23,2% e 230 mila femmine pari all’8,4%), che superano i 40 e 60 grammi rispettivamente di alcol (un drink, in media, contiene 12 grammi di alcol) e combinano tale eccedenza quotidiana all’abitudine al binge drinking. Consumatori che andrebbero precocemente identificati e sensibilizzati e che invece restano “nascosti’, costituendo parte di quel 90% di alcoldipendenti che non fruisce di alcun trattamento, perché non richiesto, né offerto da un professionista della salute e che dovrebbe identificare l’individuo a rischio.

Le conseguenze

«L’86% delle malattie cronico-degenerative di cui soffrono gli italiani è causata da un comportamento a rischio, quindi da fattori modificabili, tra cui il consumo eccessivo di alcol — ricorda Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS — un problema ancor più preoccupante se si pensa che colpisce anche i giovanissimi. È necessario impegnarsi ancora di più in strategie di prevenzione e riorganizzazione dei sistemi sanitari per la prevenzione delle patologie alcol correlate con un risparmio enorme in termini di costi anche per il Servizio Sanitario Nazionale».

Prevenzione «mancata» per i ragazzi

«Nonostante la prevenzione e la sensibilizzazione sul tema alcol — sottolinea Emanuele Scafato, direttore dell’Ona, Osservatorio Nazionale Alcol — i giovani restano un obiettivo negletto, tanto che l’alcol rappresenta in Italia la prima causa di morte e disabilità tra i giovani fino a 24 anni. Ma non la questione non riguarda solo i giovani. A fronte della diminuzione registrata rispetto agli anni 2007-2011, dal 2012 il consumo a rischio non mostra l’auspicata battuta d’arresto e l’attesa diminuzione rimanendo pressoché invariato. Va perciò ribadita l’urgenza di rinnovati sforzi di iniziative coordinate di prevenzione, comunicazione, informazione rivolte all’intera popolazione e formazione per gli operatori sanitari»;

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: https://www.corriere.it/salute/18_maggio_16/italiani-alcol-consumatori-rischio-6e85ade8-58f6-11e8-a92f-c55317f6ffa7.shtml

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)