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Jama Psychiatry: abuso di alcol tra partner

Jama Psychiatry: abuso di alcol tra partner

ALCOL: ABUSO TRA PARTNER – Risultati di uno studio

Un team di ricercatori americani ha esaminato i dati raccolti dai registri svedesi dei nati tra il 1960 e il 1990, per evidenziare se e come l’abuso di alcol di un partner coinvolgesse anche l’altro. Il rischio di essere coinvolti nella dipendenza da alcol è doppio rispetto alle coppie che non hanno un partner con questo problema.

Tra coniugi e partner, avere problemi di abuso di alcool sarebbe contagioso. Così, se il marito è alcoolista, il rischio che anche la moglie riceva una diagnosi simile è più alto di 14 volte rispetto alle donne i cui mariti non hanno avuto problemi di alcool; rischio che comunque diminuirebbe di circa quattro volte nei due anni successivi alla diagnosi. Allo stesso modo, tra i mariti le cui mogli hanno problemi di alcool, il rischio di diventare alcoolisti aumenta di nove volte, per diminuire di circa tre volte negli anni successivi. A dimostrarlo, in un articolo su Jama Psychiatry, è stato un gruppo guidato da Kenneth Kendler, della Virginia Commonwealth University di Richmond.

La premessa
Secondo i ricercatori, è noto da tempo che i coniugi tendono ad assomigliarsi per quel che riguarda l’abuso di alcool, anche se non è chiaro se questo dipende dal fatto che persone con abitudini simili si cercano o perché i partner esercitano una forte influenza l’uno sull’altro. Per la ricerca, gli autori hanno esaminato i dati raccolti dai registri svedesi su residenti nati tra il 1960 e il 1990. Così, hanno identificato 8.562 coppie sposate una volta, che non avevano mai avuto problemi di alcool prima del matrimonio, mentre uno dei due partner sviluppava poi il disturbo legato ad abuso di alcool durante la vita coniugale.

Lo studio
Kendler e colleghi hanno anche studiato 4.891 coppie sposate più volte in cui in un matrimonio non avevano avuto problemi mentre in un altro sì, scoprendo che quando le persone passavano da un coniuge con disturbi di alcool a un partner senza disturbi, il loro rischio di sviluppare il disturbo era dimezzato. Tuttavia, dopo un primo matrimonio con un coniuge senza problemi di alcoolismo, le persone che in secondo matrimonio sposavano qualcuno che aveva invece problemi, avevano un rischio di nove volte maggiore di avere problemi di alcoolismo. Un simile aumento, più debole, era osservato nei terzi matrimoni.

Secondo il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (Niaaa), negli Usa circa 15 milioni di adulti hanno problemi di abuso di alcool e si stima che circa 88mila persone muoiano ogni anno a causa di malattie legate all’abuso di alcool, tra cui danni al fegato, tumori e incidenti stradali. “Nel trattare una persona con problemi di alcool, sposata – spiega Kendler – è necessario prendere in considerazione il coniuge”. Mentre una limitazione dello studio sarebbe dovuta al fatto che si basa sui dati di un registro, che probabilmente include una percentuale maggiore di individui colpiti da questo problema, come sottolineato dagli stessi autori.

Infine, una cosa che renderebbe unico questo studio è il fatto che dà attenzione alla relazione temporale tra lo sviluppo del problemi di alcool in un coniuge e il rischio di sviluppare il problema nell’altro coniuge, come sottolineato da Marcia Scott del Niaaa.

 





(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.cesda.net/?p=13243

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)