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News di Alcologia

Maglie (LE): "Movimenti di strada" e lo spaccato del mondo giovanile

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Presentati ieri non senza sorprese i dati della ricerca qualitativa sui progetti di prevenzione delle tossicodipendenze nel Piano di Zona di Maglie: un ragazzo su due ha sperimentato droga o alcol i del Piano di Zona Maglie, a stretto contatto con oltre 11mila giovani del territorio e con i loro racconti, per ascoltare e prevenire i loro disagi. L'esperienza di "Movimenti di strada & Iadi", i progetti di prevenzione primaria delle tossicodipendenze, nati dal bisogno di proposte sinergiche ed innovative, si è conclusa, dunque, ieri, con una sorta di momento narrativo e di sintesi di un percorso, all'interno dell'Auditorium Cezzi di Maglie.
I progetti di prevenzione hanno sostenuto e valorizzato l'esercizio e le responsabilità di tutti coloro che sono stati coinvolti nell'azione educativa formale ed informale, offrendo agli adolescenti e ai giovani strumenti ed esperienze per affrontare in modo positivo il disagio evolutivo e coinvolgendo i ragazzi in attività ed esperienze aggregative e socializzanti, facendoli sentire accolti ed accettati per le loro specificità. Hanno, inoltre, offerto loro spazi e momenti di sperimentazione delle proprie passioni, creatività, abilità, conoscenze e competenze ed infine hanno aumentato in loro il livello di conoscenza e consapevolezza sugli effetti di droghe e alcool.
La vera novità dei due progetti è stata negli approcci metodologici sperimentati: l'empowered peer education ha dato ai ragazzi la possibilità di poter costruire autonomamente strategie per elaborare e rielaborare pensieri ed esperienze, decodificare la realtà, sviluppare forme di pensiero attive; l'animazione socio-culturale, lo sviluppo di comunità e l'applicazione nelle scuole e nelle piazze, di interventi in chiave preventiva
Due i documentari, che hanno raccolto delle inchieste basate sulle linee guida dei progetti. Per quel che riguarda "Movimenti di strada" (montaggio e regia di Enea Garrapa ed Andrea Cananiello), si tratta di un documentario-inchiesta sul mondo giovanile e il rapporto con la droga, in cui si cerca di fare una sintesi del lavoro svolto e di mettere in luce i risultati, evidenziando la molteplicità e la complessità delle problematiche annesse all'utilizzo delle sostanze stupefacenti nel mondo giovanile. Il documentario di Iadi è incentrato su un'inchiesta realizzata sui ragazzi delle scuole medie inferiori e la loro difficoltà comunicativa con il mondo degli adulti, attraverso il metodo del video box: uno spazio libero in cui i ragazzi coinvolti hanno avuto la possibilità di aprirsi in una comunicazione senza vincoli e barriere.
Tante le collaborazioni e le persone coinvolte nel progetto, ringraziate nel corso della serata. Ma un momento particolarmente interessante è stata quello della presentazione dei dati della ricerca qualitativa, curata dalla tutor di Mds, Viviana Bello, nell'ambito dello stesso progetto. Al fine di indagare il mondo giovanile e il benessere o il malessere nei confronti delle dipendenze da droghe e da alcool, è stato costruito un questionario "Question on the road" somministrato a 349 giovani, d'età compresa tra i 15 e i 29 anni, incontrati nei diversi paesi e nelle diverse piazze durante gli eventi di promozione socio-culturale organizzati nei comuni del piano di zona di Maglie.
I giovani, per lo più studenti, hanno dichiarato di aver difficoltà relazionali e comunicative con un mondo adulto non visto come figura di riferimento per i propri problemi. Inoltre, la percezione che i giovani intervistati hanno delle droghe, è passata attraverso il riferimento delle parole che venivano loro in mente in associazione alla parola droga: è emersa una tendenza ad associare parole che connotano le sostanze negativamente e che rimandano in maniera specifica a cannabis e cocaina. Secondo i giovani intervistati le sostanze vengono assunte per fuggire dalla realtà oltre che per divertimento e per trasgredire.
Per il 64% dei giovani intervistati, inoltre esistono sostanze meno pericolose di altre: tra quelle più dannose hanno citato l'eroina, ritenendo meno pericolosa la cannabis, che risulterebbe essere la sostanza maggiormente usata dai giovani. Preoccupa la frequenza registrata dalla cocaina: secondo più di un terzo del campione, infatti, i giovani ne fanno uso con l'aggravante di non ritenerla pericolosa. L'83% dei giovani intervistati sembra avere una buona percezione del rischio ed essere consapevoli che l'uso di sostanze possa esporre loro a comportamenti pericolosi come rapporti sessuali non protetti, rissa, guida spericolata. È emersa una conoscenza bassissima dei servizi in materia di prevenzione e cura dei problemi legati alla droga.
Il 54% dei giovani ha dichiarato di aver sperimentato le sostanze, con la maggior parte che ha dichiarato di averne fatto uso per la prima volta da giovanissimi, intorno ai 14/15 anni, in compagnia di amici e in luoghi informali come parchi, villa (69%) o la scuola (32%). Tre le sostanze maggiormente sperimentate: cannabis, l'alcool, segue il popper e la cocaina. È interessante notare come questa tendenza sembra essere in linea con lo studio delle tendenze musicali: tra i generi musicali preferiti dai giovani del campione si hanno in primis il reggae tendenzialmente associata all'uso di alcool e cannabis, ascoltato dalla metà degli intervistati, segue la house, la musica dei cantautori, il rock e l'hip hop. Prevale un uso occasionale delle stesse.
In definitiva appare necessario, da un lato, continuare a monitorare costantemente questi fenomeni, dall'altro, c'è bisogno di intervenire con una prevenzione primaria e/o secondaria sia in contesti formali quali scuola, associazioni, centri aggregativi sparsi sul territorio sia in contesti informali tra cui eventi e aggregazioni particolari, discoteche, bar ecc. Ciò che risulta essere importante e prioritario da attuare anche sul territorio è l'incremento delle attività che consentano agli esperti di settore di entrare in relazione con i ragazzi "nella normalità della vita quotidiana", la stessa normalità in cui spesso si pongono in essere gli episodi di consumo.