Cara Repubblica, determinare il rischio nei confronti di una sostanza potenzialmente tossica e/o cancerogena è certamente un atto scientificamente complicato. Tuttavia ad oggi sono stati stabiliti dei limiti che se disattesi, impongono alle istituzioni sanitarie, amministrative e politiche di prendere provvedimenti adeguati. Il clamore sociale che viene creato è solitamente rivolto verso i rischi che possiamo definire involontari. I rischi volontari non solo vengono accettati, ma talora addirittura promossi dalla società. Il rischio involontario è associato con attività, condizioni o eventi ai quali gli individui sono sottoposti senza il loro consenso. Esempi di questi rischi sono: comparsa di disastri naturali, contaminanti nell’acqua o nei cibi.

Il rischio volontario è caratterizzato dalla scelta del soggetto. Regimi alimentari scorretti, fumo, bevande alcoliche. Per alcune sostanze tossiche e cancerogene sono state avviate azioni di un certo rilievo. Ricordiamo che il rischio involontario di inquinamento ambientale è causa nel mondo di tre milioni di decessi all’anno, mentre il consumo di alcol è causa di 3.3 milioni di decessi all’anno. Attualmente per i rischi involontari (contaminanti dell’acqua, carcinogeni nell’aria, nei sedimenti, ecc) il gold standard di accettabilità è “the one in one million” (1 a 10 alla sesta). Partendo da questo standard è stato da alcuni scienziati stabilito come livelli a “basso rischio” per le bevande alcoliche siano un decesso ogni 1000. Tale dosaggio a basso rischio corrisponde a 10 gr/die per la donna e 20 gr/die per l’uomo. Con dosi di sicurezza così basse nessun fattore di rischio involontario (additivi, pesticidi, ecc) sarebbe accettato dalla società e verrebbe severamente contrastato. Nonostante questi dati il consumo di alcolici è associato al successo, allo sport e addirittura alla salute e si riscontra un aumento di fumatori al di sotto dei 18 anni. Recentemente l’Associazione degli Oncologi Clinici Americani ha dichiarato con forza il legame alcol e cancro con particolare riferimento alla mammella femminile. Nessuno o quasi informa che il tessuto mammario femminile è una sede particolarmente danneggiata dall’etanolo. Si preferisce investire in farmaci piuttosto che in prevenzione.

Noi pensiamo che la soluzione migliore sia il “no” dei nostri giovani. Sono loro che devono essere leader al contrario: non fumo, no etanolo. Ricordiamo ai ragazzi che non sono soltanto un corpo, ma un qualcosa che contiene una “potenza superiore” che va scoltata e risvegliata al fine di essere veramente se stessi e vivere la vita intensamente e senza condizionamenti . L’aiuto proviene dagli adulti? Spesso no. Allora la soluzione sta nell’informazione corretta e nell’educazione.
(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://genova.repubblica.it/cronaca/2018/01/27/news/prima_di_curare_prevenire_i_tumori_da_fumo_e_alcol-187410420/

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)