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News di Alcologia

Quando il gioco diventa una malattia: riflessioni

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La notevole diffusione dei giochi d'azzardo, come era facilmente prevedibile, ha portato con sé una serie di problemi e di conseguenze oltre che economiche anche di natura sanitaria. E' aumentato infatti il numero di coloro che fanno del gioco un'ossessione, una specie di forte eccitazione che pervade mente, emozioni e comportamenti; in pratica una vera e propria malattia psichica da cui non è facile guarire. La dipendenza da gioco d'azzardo presenta aspetti analoghi a quelli generati dalla dipendenza da alcol o da sostanze stupefacenti. Si è notato che vi è un momento in cui il giocatore dipendente arriva a un punto tale di coinvolgimento con il gioco da trascurare tutte le altre attività, comprese le relazioni sociali e affettive con comparsa di crisi di astinenza, agitazione, ansia e pensieri ossessivi. La malattia è tutt'altro che rara: si calcola che colpisca il 2,5 per cento dei giocatori abituali. Quattro o cinquecentomila italiani sarebbero quindi i giocatori patologici o coloro che starebbero per diventarlo. Di questo fenomeno non è ovviamente responsabile il gioco in sé; il rischio è legato alla fragile personalità del giocatore che una volta entrato nel meccanismo non riesce più a padroneggiare la sua volontà e quindi a smettere.
    Per tentare di arginare il fenomeno è sorto di recente a Napoli il primo osservatorio sul gioco: fra i fini che esso si propone vi è innanzitutto quello di sensibilizzare lo Stato e le società che per conto di questo gestiscono lotterie e sale giochi sui potenziali effetti nocivi del gioco d'azzardo, affinché devolvano parte dei proventi alla loro prevenzione e alla cura. Un secondo obiettivo dell'osservatorio è quello di istituire, nei luoghi di massima diffusione del gioco, sportelli appositi dove i giocatori, mantenendo l'anonimato, possano ricevere informazioni sulle strutture a cui rivolgersi per affrontare la malattia.
    L'incapacità cronica di resistere all'impulso di giocare d'azzardo, creando problemi personali e sociali, è stato definito recentemente "Gioco d'azzardo patologico" o "Gap" (gli psichiatri americani hanno riconosciuto il gioco d'azzardo patologico come una malattia mentale nel 1980 e lo hanno chiamano Pathologic gambling, o più semplicemente gambling). Si osserva che mentre la maggior parte dei giocatori è in grado di smettere, appellandosi magari a valori morali o alla forza di volontà, alcuni non solo non smettono, ma sono incapaci di moderare la quantità di denaro impiegato manifestando un bisogno incontenibile di sfidare la sorte. Questi giocatori incalliti, col tempo, si vengono a trovare in una situazione di tensione tale che può essere superata in un sol modo: continuando a giocare. I sintomi che avvertono i giocatori patologici, come abbiamo detto, sono molto simili a quelli che si manifestano nelle persone che abusano di sostanze stupefacenti quando incorrono nel fenomeno dell'assuefazione e della dipendenza.
    Con il termine di assuefazione (o tolleranza) si intende la necessità di assumere quantità sempre maggiori di sostanze che agiscono sul sistema nervoso per ottenere lo stesso effetto psico-fisico della dose iniziale (si comincia col fumare un paio di sigarette e si finisce con due pacchetti al giorno).
    Per dipendenza si intende invece l'assoggettamento fisico e psichico nei confronti di sostanze di varia natura, ma anche di persone. Così si dice ad esempio che il bambino è dipendente dalla mamma, ma questo non è grave perché, crescendo, tale dipendenza normalmente scompare. L'assunzione reiterata di alcol, ma anche di alcuni farmaci quali i tranquillanti e i lassativi, e naturalmente di sostanze stupefacenti, inducono cambiamenti fisiologici nell'organismo tali da creare crisi di astinenza, cioè la necessità pressante e urgente di continuare ad assumere quelle sostanze per evitare uno stato di depressione e di malessere fisico che la sospensione della loro ingestione comporterebbe. Tali disturbi si manifestano, in coloro che fanno uso rilevante e regolare di sostanze che danno dipendenza, in modo più o meno evidente e sono caratterizzati da sintomi fisici come nausea, diarrea e dolore, o psichici ossia sotto forma di sofferenza emotiva che varia a seconda della personalità dell'individuo. La dipendenza può venire altresì misurata attraverso il livello d'interferenza con le normali attività quotidiane.
    Una cosa molto simile all'assuefazione e alla dipendenza psicologica si manifesta in quelli che abbiamo chiamato giocatori d'azzardo patologici, detti anche compulsivi, che non sono in grado di controllare la quantità di denaro che impegnano nel gioco e non riescono a smettere nemmeno di fronte a perdite notevoli. In queste persone la mente è dominata dall'idea ossessiva del gioco e la spinta a giocare può essere tanto forte che l'angoscia viene alleviata solo qualora esse riprendano a giocare. Una tale fissazione oltre a provocare problemi in famiglia può indurre anche a commettere atti criminosi, quali furti e truffe, spesso ai danni di amici o conoscenti affinché ci si procuri il denaro necessario per continuare a giocare. E come il tossico deve aumentare progressivamente la dose per raggiungere la stessa sensazione di euforia, allo stesso modo il giocatore patologico è spinto ad aumentare senza controllo le somme di denaro impiegate. Tra queste persone, irresponsabili e sventurate, è anche molto alto il rischio di suicidio.
    Con la diffusione delle slot-machines è aumentato il numero dei giocatori patologici perché queste persone prediligono le attività ripetitive in cui manca la mediazione di un intermediario ossia di qualche elemento che imponga un intervallo temporale fra una puntata e l'altra e nelle quali vi sia anche un contatto diretto con lo strumento del gioco. Lo Stato si è subito dimostrato molto severo nei confronti di questi videogiochi dando a intendere che si trattava di divertimenti con caratteristiche molto pericolose. In realtà nessun gioco d'azzardo è innocuo e certamente non è la legalità che ne limita i rischi. L'eccessiva severità nei confronti delle slot-machines dipendeva invece più che altro dal fatto che si trattava di giochi che entravano in diretta concorrenza con quelli legali, e quindi si ponevano fuori dal diretto controllo dello Stato.
    Alcuni vorrebbero che venissero messi al bando tutti i giochi d'azzardo, ma il proibizionismo non ha mai risolto questi problemi, anzi spesso li ha aggravati. Molti sono invece convinti che solo un'informazione corretta, chiara e continua possa servire come deterrente di fenomeni socialmente deleteri. Si assiste invece, nel campo dei giochi di sorte, ad una disinformazione spudorata e arrogante che colpevolmente le istituzioni nemmeno tentano di contrastare. Stampa, radio, televisione e ogni altro mezzo di informazione (compreso Internet) vengono utilizzati per reclamizzare sistemi matematici atti ad assicurare la vincita ai giochi d'azzardo. Ebbene questi sistemi non esistono anche perché, se esistessero, i possessori non li renderebbero certo pubblici e tutti i giochi gestiti da un Banco, compreso il nostro Ministero delle Finanze, avrebbero da tempo dichiarato fallimento. Questi personaggi senza scrupoli che offrono (a pagamento) il sistema per vincere al gioco operano un vero e proprio abuso della professione di matematico. Nei riguardi di questa illegalità però, a differenza di quello che avviene ad esempio per la professione medica, non è prevista alcuna pena.