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Rimini: bimbo di 10 anni si ubriaca in discoteca

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Blitz della polizia: sigilli al locale "La Mecca": all'interno la polizia trova un migliaio di minorenni che potevano tranquillamente consumare drink proibiti. Cocktail assortiti che sono costati i sigilli alla discoteca La Mecca, di Rimini. Insomma ballo e sballo.
Nella notte fra sabato e domenica la polizia ha trovato all'interno persino una bambina di dieci anni, in compagnia di un'amichetta di 15. Accanto quattro ragazzine di 14 anni che bevevano come i «grandi». Di fronte a quella scena sono scattati il sequestro preventivo e la denuncia del gestore, per somministrazione di alcolici ai minori, provvedimento che ora dovrà essere convalidato dall'autorità giudiziaria. Gli accertamenti della questura erano partiti a fine dicembre, quando un tredicenne e un altro ragazzo che ancora non aveva compiuto sedici anni erano finiti in coma etilico dopo una notte alla Mecca: uno fu dimesso dall'ospedale dopo poche ore, l'altro l'indomani.
La procura aprì un fascicolo, sabato notte è entrata in azione una task force, con una cinquantina di uomini. «Un gruppo di agenti in borghese è entrato nella discoteca - racconta Nicola Vitale, capo della Mobile di Rimini -, qualcuno aveva poco più di 18 anni, ma la stragrande maggioranza era minorenne. Era difficile non destare sospetti, considerata la differenza di età, rispetto ai nostri uomini. Abbiamo tenuto d'occhio i quattro bar del locale, individuando una quindicina di minori che bevevano alcolici, poi è scattato il controllo da parte di agenti in divisa».
In particolare sono state sorprese quattro ragazzine sotto i quindici anni, sentite in questura e poi riaffidate ai genitori. «Hanno confermato quanto era evidente, che gli alcolici erano stati serviti al bar». Bloccate le uscite, fermata la musica, luci accese. C'è stata la necessità di chiamare il 118 perché all'interno di un bagno c'era un ragazzo di 21 anni in coma etilico.
La Mecca si estende su tre piani, si trova sulla strada per San Marino e nei weekend è frequentata regolarmente da molti minorenni, che i genitori vanno a riprendere alle quattro-cinque del mattino. Sabato entravano senza pagare, entro la mezza, tutte le ragazze, e in particolare quelle vestite di rosa ricevevano un omaggio, così hanno aderito all'invito in numero superiore al solito. Il provvedimento di chiusura è stato notificato al titolare del locale, Andrea Brighenti, 61 anni, che da 5 ha trasferito La Mecca dalla collina, dove venne aperta a fine anni '60 alla nuova sede, dove lavorano una trentina di persone. «Faremo opposizione alla richiesta di chiusura - replica l'avvocato Luciano Pari -, non ci aspettiamo alcun giorno di stop. Il fatto è stato alquanto enfatizzato: nel verbale si parla di appena due ragazzine alticce e di quattro presenti sotto i 14 anni su mille e passa ragazzi. E la bambina era lì con i genitori, che d'estate lavorano alla Mecca: erano passati soltanto per un saluto al gestore». «È la prima volta in Italia che viene effettuata un'azione del genere - ribatte il capo della Mobile di Rimini -, il fenomeno si stava un po' allargando e non si poteva aspettare oltre. Ora monitoreremo tutti gli altri locali della provincia e della Riviera, faremo controlli più accurati perché questi ragazzini probabilmente andranno da qualche altra parte».