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News di Alcologia

Trentino: un passo necessario

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Il segnale è arrivato forte e chiaro: alcol vietato ai minori in bar, pub e discoteche. Il consiglio provinciale, nell'ambito della manovra finanziaria, ha voluto quindi mettere sotto i riflettori una delle piaghe più gravi del nostro Paese. I dati, del resto, parlano da soli: secondo l'Istat 9 ragazzi su 10 bevono per ubriacarsi nelle discoteche e nei pub. I ragazzi minorenni bevono quattro bicchieri, le ragazze anche sei. In media il primo approccio con l'alcol avviene intorno ai 10-11 anni.
Questa fotografia la possiamo benissimo estendere anche al Trentino e all'Alto Adige. Infatti, la nostra regione figura tra quelle più a rischio in Italia insieme a Piemonte, Veneto, Liguria e Valle d'Aosta. In particolare, la fascia compresa tra gli 11 e i 24 anni vede primeggiare proprio le ragazze trentine. Insomma, il problema esiste. Ed esiste a prescindere dalle statistiche. Va pertanto salutata positivamente la decisione assunta dal consiglio provinciale, su assist del Pd, di vietare l'alcol sotto i 18 anni. È la presa d'atto concreta di una situazione che non può vedere la politica giocare a nascondino.
Siamo, però, solo all'inizio di un percorso. Perché sarebbe deleterio considerare il divieto come la panacea di tutti i mali. Anzi, introdurre un sistema proibizionistico slegato da un ragionamento più complessivo, che deve prendere le mosse prima di tutto da un'educazione al bere, potrebbe innescare una forma di «rivolta» da parte di chi trova eccitante il solo fatto di poter «sgarrare » .
Sicuramente ci sarà ora il il tempo e il modo per elaborare un progetto complessivo contro l'abuso di alcol. L'importante, comunque, era prendere coscienza della gravità della situazione. Far capire che un uso smodato dell'alcol può provocare malanni seri. Si stima, infatti, che ogni anno vengano effettuati circa 100 mila ricoveri correlati all'alcol.
Chi lavora nei pubblici esercizi oppure produce vino potrà risentirsi davanti a una simile decisione. Ma non si tratta di una sorta di scontro tra Guelfi e Ghibellini, tra chi è contro o chi è a favore dell'alcol. Non si sta minando una delle gambe dell'economia trentina. Semplicemente si deve capire che anche nella nostra piccola realtà l'alcol, brandito come segnale di onnipotenza verso tutto e tutti, è pericoloso per la salute. Ragionare attorno a un simile problema è doveroso. Che lo faccia poi la politica va salutato con favore.