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Uso di alcolici e prestazioni psicofisiche nelle varie tipologie di bevitore, con un occhio di allarme per i giovani

Uso di alcolici e prestazioni psicofisiche nelle varie tipologie di bevitore, con un occhio di allarme per i giovani

 

Uso di alcolici e prestazioni psicofisiche nelle varie tipologie di bevitore, con un occhio di allarme per i giovani

L’intossicazione acuta da alcol porta a deficit delle funzioni esecutive e psicomotorie, spesso con conseguenti danni significativi, come guida compromessa e incidenti. Gli studi hanno riportato che l’assunzione di alcol da moderata a elevata aumenta i tempi di reazione, compromette la coordinazione motoria e diminuisce le prestazioni nella simulazione di guida e nelle attività di elaborazione delle informazioni. Inoltre, l’assunzione di alcol interrompe il ragionamento, il giudizio e il processo decisionale, il che può compromettere le percezioni soggettive delle prestazioni comportamentali. La tolleranza comportamentale all’assunzione di alcol indica che i consumatori abituali hanno ridotto la sensibilità agli effetti nocivi dell’alcol. Tuttavia, la maggior parte degli studi precedenti che hanno valutato i disturbi indotti dall’alcol hanno enfatizzato il consumo sociale, limitando i dati sui disturbi comportamentali acuti tra i forti bevitori e i bevitori con AUD.

In uno studio recente, pubblicato sulla rivista Alcohol Clinical Experimental Research, i ricercatori hanno esaminato i disturbi delle prestazioni psicomotorie indotti dall’alcol tra i consumatori di alcol giovani adulti con disturbi da uso di alcol (AUD). I dati ottenuti hanno indicato che, rispetto ai bevitori leggeri e pesanti, i bevitori di AUD hanno percepito meno menomazioni e una maggiore tolleranza comportamentale a dosi inebrianti di alcol, come dimostrato dalla riduzione del danno psicomotorio di picco seguito da un recupero cognitivo più rapido ai livelli basali. Tra gli individui AUD che consumavano 1,20 g/kg di alcol, le menomazioni erano due volte superiori a quelle osservate dopo aver consumato 0,80 g/kg di alcol ed erano maggiori delle menomazioni psicomotorie nei bevitori leggeri dopo 0,80 g/kg di assunzione di alcol. Rispetto ai bevitori forti e leggeri, i bevitori con problemi di abusi di alcolici hanno mostrato prestazioni psicomotorie peggiori.

I bevitori e i forti bevitori con AUD, rispetto ai leggeri, hanno mostrato una tolleranza comportamentale relativamente maggiore a livelli inebrianti di alcol sulle misure Pegboard e DSST e avevano la percezione di essere meno compromessi a livello cognitivo. I risultati indicano che la tolleranza comportamentale osservata tra gli individui AUD potrebbe essere basata sulla dose, poiché consumando 1,20 g per kg di alcol, hanno dimostrato notevoli compromissioni nei test. I risultati hanno mostrato un’associazione positiva tra l’entità dell’assunzione di alcol e la tolleranza comportamentale. L’esposizione ripetuta all’alcol può alterare la funzione dei recettori neurali e i circuiti cerebrali, in particolare per quanto riguarda la neurotrasmissione dipendente dal glutammato e dal GABA, con un impatto sulle prestazioni psicomotorie. E il problema non è solo confinato all’età adulta o all’età avanzata.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che il binge drinking ripetuto nell’adolescenza è associato a cambiamenti nel sistema nervoso centrale in età adulta, tra cui un minore volume di materia grigia e una maggiore neurotrasmissione inibitoria. Durante l’adolescenza, il cervello subisce un intenso sviluppo ed è particolarmente suscettibile agli effetti deleteri dell’uso di alcol. Secondo i risultati di un recente studio di follow-up in Finlandia, i giovani adulti il cui consumo eccessivo di alcol è iniziato nell’adolescenza hanno uno spessore della materia grigia corticale inferiore e una neurotrasmissione alterata. Negli adolescenti con una storia di alcolismo, i ricercatori hanno osservato uno spessore medio inferiore della materia grigia in diverse regioni del cervello, nonché un potenziale medio maggiore di N45, rispetto agli adolescenti che consumavano poco o niente alcol.

Il potenziale N45 riflette l’attività neurotrasmettitoriale del GABA inibitorio e dei sistemi eccitatori del glutammato. Nel gruppo che beveva molto, uno spessore inferiore della materia grigia era associato a un aumento del potenziale di N45, specialmente nei lobi frontali e parietali. L’effetto potrebbe basarsi sull’effetto inibitorio dell’alcol sul potenziamento a lungo termine (LTP), che dipende dai recettori GABA ed NMDAR. Inoltre, l’alcol provoca neuro-infiammazione aumentando l’espressione di mediatori come ciclo-ossigenasi 2 e interleuchina-1. Quest’ultima, a sua volta, aumenta l’ampiezza delle correnti neuronali spontanee GABA-ergiche, chiudendo e mantenendo il circolo vizioso. Numerosi dati ottenuti a livello sperimentale e reports da gravidanze, invero, confermano i danni che il consumo di alcolici in gravidanza dà problemi al cervello del nascituro, sia prima che dopo la nascita, attraverso questi meccanismi.



(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

https://www.medicomunicare.it/2023/06/21/uso-di-alcolici-e-prestazioni-psicofisiche-nelle-varie-tipologie-di-bevitore-con-un-occhio-di-allarme-per-i-giovani/

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)