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Columbia University: il consumo cronico di cannabis intossica il cervello degli adolescenti

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Il consumo cronico di cannabis intossica il cervello degli adolescenti

Lo studio del metabolismo cerebrale mediante tecnica PET in un gruppo di adolescenti con diagnosi di dipendenza da cannabis (assunzione cronica della sostanza, almeno 5 volte alla settimana), ha fatto rilevare delle alterazioni sul sistema dopaminergico, in particolare nel nucleo striato, anche dopo astinenza dalla sostanza. Alcuni ricercatori americani della Columbia University di New York, hanno sottoposto a scansione PET 16 ragazzi (età media=27.3 anni, 1 femmina e 15 maschi) recentemente astinenti dall’assunzione di cannabis. Il gruppo è stato confrontato con 16 soggetti  non assuntori (età media= 28 anni, 2 femmine e 14 maschi). Gli autori hanno misurato il rilascio di dopamina e la disponibilità dei recettori dopaminergici D2/3 attraverso 2 scansioni PET prima e dopo somministrazione intravenosa di d-amfetamina (0.3 mg/Kg), sostanza che induce il rilascio della dopamina. È stata successivamente eseguita una valutazione delle modifiche metaboliche del segnale PET indotte dalla somministrazione della sostanza, correlando le eventuali variazioni ai parametri clinici dei soggetti. I ragazzi consumatori di cannabis avevano una diagnosi di moderata dipendenza dalla sostanza e l’analisi metabolica non ha dimostrato significative alterazioni dopaminergiche a livello del nucleo striato. Tuttavia, quando il segnale metabolico viene correlato con una precoce età d’inizio d’uso di cannabis e un prolungato consumo nel tempo della sostanza, emerge un ridotto rilascio di dopamina nel nucleo striato. Questi risultati suggeriscono quindi un effetto tossico della cannabis nel cervello degli adolescenti con un consumo precoce e cronico della sostanza, effetto esercitato a livello del sistema dopaminergico striatale. Gli autori concludono indicando l'importanza di effettuare ulteriori studi per chiarire i meccanismi neurobiologici sottesi al consumo prolungato della sostanza e alla precoce età d’inizio d’uso.

 

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)