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Consumo cannabis, serve maggiore consapevolezza dei medici per affrontare consumo crescente

Consumo cannabis, serve maggiore consapevolezza dei medici per affrontare consumo crescente

Consumo cannabis, serve maggiore consapevolezza dei medici per affrontare consumo crescente

Dal momento che l'uso medicinale della cannabis diventa sempre più accettato per alcuni gruppi di pazienti, i medici saranno progressivamente sollecitati a comprenderne l'uso, gli effetti, i limiti e i rischi per informare e guidare adeguatamente, secondo quanto afferma un rapporto speciale pubblicato sul Journal of American Osteopathic Association. «Le principali sostanze chimiche farmacologicamente attive nella cannabis sono i cannabinoidi tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD). Il THC è l'ingrediente responsabile dell'esperienza di euforia di chi assume la cannabis, mentre il CBD potrebbe avere proprietà antipsicotiche e ansiolitiche» spiegano Jeramy Peters e Joseph Chien, dell'Oregon Health and Science University di Portland, autori del documento. Per quanto riguarda l'utilità medica, prove di qualità moderata suggeriscono che il THC possa alleviare il dolore cronico neuropatico o oncologico e che il THC e il CBD possano avere un effetto nei pazienti con spasticità dovuta alla sclerosi multipla (SM). Nello scritto i ricercatori si mostrano particolarmente preoccupati per la salute mentale degli utilizzatori di cannabis poiché il THC è stato in grado di indurre sintomi transitori di psicosi tra volontari sani e si pensa che possa costituire un fattore di rischio nello sviluppo di tale patologia. Un'altra fonte di preoccupazione degli autori è il fatto che l'intensità della cannabis sia aumentata negli ultimi 50 anni.

Durante gli anni '60, infatti, la cannabis era composta in genere circa dall'1 al 5% di THC. Oggi, molti ceppi contengono dal 15 al 25% di THC, e in alcuni casi anche il 30 % o più. Gli autori considerano anche le differenze correlate alla modalità di assunzione. Quando la cannabis viene fumata, infatti, solo il 25% circa dei cannabinoidi presenti viene assorbito, mentre se viene inalata attraverso un vaporizzatore, la percentuale sale fino al 33%. Gli effetti si verificano in questi casi nel giro di pochi minuti, per durare fino a quattro ore. Quando la cannabis viene assunta per via orale, invece, il THC viene assorbito in modo diverso a seconda del metabolismo di ciascuna persona, e gli effetti sono ritardati e di solito più intensi.

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.doctor33.it/clinica/consumo-cannabis-serve-maggiore-consapevolezza-dei-medici-per-affrontare-consumo-crescente/?xrtd=SRARAPXTYSYTVCRTCPLVSP

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)