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Consumo di alcol, tabacco e cannabis: influenza della coesione sociale

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Nuova Zelanda, contro la droga l'unione fa la forza

Un team di ricercatori neozelandesi ha analizzato l'impatto dell'ambiente sociale in cui si vive sui comportamenti di consumo di alcol,

tabacco e cannabis. Lo studio pubblicato sulla rivista Drug and Alcohol Review, ha esaminato in che misura la percezione della coesione

sociale (individuale e locale) nel quartiere influenzi il consumo di sostanze. I ricercatori hanno utilizzato i dati di due indagini

nazionali svolte nel 2003 e nel 2004 sulla popolazione generale (13-65 anni), che hanno intervistato telefonicamente circa 14.800 cittadini.

L'intervista era volta a rilevare la percezione della coesione sociale nel quartiere di residenza, oltre alle abitudini di consumo di alcol,

sigarette e cannabis.
Dall'analisi dei risultati è emerso che, a livello individuale, un'alta percezione di coesione sociale risultava associata ad una maggiore

frequenza d'uso di alcol, ma a minori quantità per singola occasione. I fumatori che percepivano il vicinato più coeso fumavano un numero di

sigarette minore al giorno, con una riduzione della frequenza d'uso pari all'11%, mentre i consumatori di cannabis riducevano la frequenza di

consumo negli ultimi 12 mesi del 19%. Inoltre, l'analisi a livello aggregato, ha suggerito che la coesione di quartiere esercita un

significativo effetto contestuale aggiuntivo sulla frequenza di consumo di tabacco e di cannabis al di là della percezione individuale. In

altre parole, un crescente senso di coesione nel vicinato può rappresentare un forte fattore deterrente di comportamenti dannosi per la

salute. Le persone che percepiscono il loro quartiere come più coeso (in termini di maggiore livello di fiducia, familiarità e legami)

possono sentirsi più integrate o più controllate, e quindi hanno più probabilità di astenersi da comportamenti dannosi per la salute.

 

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)