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Jama Internal Medicine: l'uso di cannabis compromette le performance coglinitve

Jama Internal Medicine: l'uso di cannabis compromette le performance coglinitve

Memoria a rischio con la marijuana

L'uso da giovani compromette le performance cognitive

 Consumare marijuana da giovani può compromettere la memoria a lungo termine da adulti. È quanto afferma uno studio pubblicato su Jama Internal Medicine da un team dell'Università di Losanna, in Svizzera. Gli scienziati guidati da Reto Auer hanno scoperto che per ogni cinque anni di esposizione alla marijuana si registra un calo delle prestazioni del sistema mnemonico che consente di tradurre i pensieri in parole.
«Servono studi che approfondiscano questa associazione e le potenziali implicazioni per la salute», scrivono i ricercatori.


I ricercatori sono giunti a queste conclusioni analizzando i dati del trial Cardia, Coronary Artery Risk Development in Young Adults, un vasto studio di coorte cui hanno preso parte 5.115 uomini e donne statunitensi di etnia caucasica e afro- americana.


I soggetti sono stati reclutati fra il 1985 e il 1986 e seguiti fino al 2011. Il consumo di marijuana è stato verificato all'inizio del trial e poi a intervalli regolari fino al venticinquesimo anno di studio.
«Nel contempo abbiamo esaminato la funzione cognitiva di ogni partecipante con il Rey Auditory Verbal Learning Test (Ravlt), il Digit Symbol Substitution Test e lo Stroop Interference Test, calcolando l'esposizione cumulativa alla marijuana», spiega Auer. I dati sono stati corretti considerando altri fattori di rischio come la presenza di patologie psichiatriche o l'assunzione di antidepressivi. Alla fine è comunque emerso un nesso significativo tra l'uso della marijuana e il deteriorarsi della memoria verbale.


«La memoria verbale, ossia il ricordo di parole, oggetti, persone e altri elementi che appartengono a queste categorie aumenta l'attività dell'ippocampo nell'emisfero sinistro», commenta Auer. I soggetti sono stati sottoposti anche a risonanza magnetica, e i risultati saranno ora ulteriormente analizzati per approfondire la correlazione.


Anche una ricerca pubblicata su Hippocampus da un team della Northwestern University conferma l'ipotesi.


L'autore dello studio, John Csernansky, spiega: «dal nostro studio emerge che la cannabis è in grado di danneggiare selettivamente quelle aree cerebrali deputate alla memoria a lungo termine che utilizziamo ogni giorno per risolvere i problemi più semplici».
Ad essere danneggiato è soprattutto l'ippocampo, l'area del cervello fondamentale per l'orientamento spaziale e per la memoria. Gli scienziati hanno sottoposto un gruppo di ex consumatori di cannabis ad alcuni test cognitivi e alla risonanza magnetica. Si trattava di soggetti che in età scolare avevano fumato almeno una volta al giorno per tre anni. I dati sono stati confrontati con quelli di chi non aveva mai fatto uso di droga.
È emerso che la riduzione delle performance cognitive a distanza di due anni dal consumo era pari al 20 per cento nel primo gruppo. La risonanza magnetica ha poi evidenziato alterazioni strutturali nell'area dell'ippocampo.
Secondo un altro studio pubblicato su Lancet Psychiatry da un team del National Drug and Alcohol Research Centre presso l'Università di New South Wales di Sydney, la marijuana provoca danni importanti ai ragazzi che ne fanno uso prima dei 17 anni. Le probabilità di completare il liceo o l'università si riducono del 60 per cento rispetto ai coetanei che non fanno uso della sostanza e aumentano i rischi di tentato suicidio e di abuso di altre sostanze illecite.
Il dott. Richard Mattick, che ha coordinato la ricerca, spiega: “risultati che andrebbero seriamente presi in considerazione da chi progetta di legalizzare la cannabis”.
Gli scienziati australiani hanno esaminato i dati provenienti da tre grandi studi longitudinali svolti su un totale di 3700 persone.

 

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.italiasalute.it/7449/pag2/Memoria-a-rischio-con-marijuana.html

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)