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La dipendenza affettiva: analisi e sintomi

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La dipendenza affettiva

Chi ha una dipendenza affettiva, nell'amore vede la risoluzione dei propri problemiNegli ultimi anni, assieme alle diverse forme di dipendenza che possono attraversare l’animo umano (droga, alcol, sesso, gioco d’azzardo, etc..), si sente parlare di “dipendenza affettiva”.
Ci si può pertanto chiedere, dato che nelle situazioni sentimentali, capita spesso di soffrire, se sia questa la situazione che ci riguarda e come potervi far fronte.

Innanzitutto occorre specificare che la dipendenza è un fenomeno tipico della specie umana e non è di per sé patologico, tanto che la prima e fondamentale esperienza di dipendenza è quella del neonato dalle figure adulte di riferimento.

Per tutta la vita si sperimentano situazioni dipendenza, sia in amore che nelle diverse forme di legame, essa è indissolubile dal sentimento stesso che proviamo per l’altra persona, per questo possiamo definirlo attaccamento. J. Bowlby è stato il primo a parlare dell’importanza dell’attaccamento. Secondo lo studioso, le interazioni tra madre e bambino (che iniziano già durante la gravidanza, e che vanno dall'abbraccio, allo scambio di sguardi, alla nutrizione, al conforto ecc.), strutturano ciò che viene definito “sistema d'attaccamento”.
Questo periodo dello sviluppo è molto importante perché porta allo crescita del sistema che guiderà le interazioni e gli scambi relazionali e affettivi.
Poichè l’autonomia emotiva e la piena coscienza di se non si sono ancora formate, se si verificano esperienze di rifiuto e di abbandono da parte di uno o di entrambi i genitori, i bambini sperimentano inconsapevolmente sia l’ambivalenza tra il dolore e la rabbia per l’ amore non ricevuto, sia il dubbio di non valere poi tanto e di dover fare di tutto per essere migliori.

Queste premesse, creano le basi per la possibilità di sviluppare una dipendenza affettiva, i cui sintomi principali sono:


- Profondo senso di colpa
- Rancore e rabbia nei confronti del partner
- Paura di perdere l’amore
- Paura dell’abbandono, della separazione
- Paura della solitudine e della distanza
- Terrore di mostrarsi per quello che si è
- Senso di inferiorità verso il partner
- Profonda gelosia
- Dedizione totale al partner e annullamento di se
- Abbassamento dell'autostima
- Senso di vergogna


Il dipendente dedica completamente tutto sé stesso all'altro, al fine di perseguire esclusivamente il suo benessere e non anche il proprio, come dovrebbe essere in una relazione "sana". Chi ha una dipendenza affettiva, nell'amore vede la risoluzione dei propri problemi. Il partner assume il ruolo di un salvatore, egli diventa lo scopo della sua esistenza, la sua assenza anche temporanea da un profondo senso di angoscia. Per riempire questa voragine esistono tanti altri modi: l’alcool, il fumo, il cibo, il super lavoro, ma essi non la potranno mai colmare veramente, possono aiutare a distrarsi, a non sentire, ma non risolvono il problema di fondo.

Chi è affetto da dipendenza affettiva non riesce a cogliere ed a beneficiare dell'amore nella sua profondità ed intimità. A causa della paura dell'abbandono, della separazione, della solitudine, si tende a negare i propri desideri e bisogni e si ripropongono i copioni passati, gli stessi che hanno ostacolato la propria crescita personale.
La dipendenza si stabilisce perché c’è il rifiuto. Se non ci fosse, quasi sempre il presunto amore finirebbe in un tempo incredibilmente breve. Quello che imprigiona nelle relazioni, il dipendente affettivo, è la speranza e presunzione di riuscire prima o poi nella vita a farsi amare da chi proprio non vuole farlo, o di riuscire a curare chi non può o non vuole essere curato, o di salvare chi non può o non vuole essere salvato. Gli individui dipendenti solitamente cercano una o poche relazioni esclusive, sia con il partner che con gli amici, così da riprodurre quello schema comportamentale instauratosi nella fase post-natale.


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)