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Prevenzione alcologica e progetto AMPHORA: quanto influiscono i fattori socio-economici e culturali e quanto le politiche?

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Prevenzione alcologica e progetto AMPHORA: quanto influiscono i fattori socio-economici e culturali e quanto le politiche? On line il materiale del convegno ARS del 6 dicembre


In Europa la popolazione consuma in media 27 grammi di alcol al giorno, oltre il doppio della media mondiale. Una morte su 8 tra i 15 ed i 64 anni in Europa è dovuta all’alcol, cioè oltre 130 mila casi di morte prematura ogni anno per cause alcol-correlate: cirrosi epatica (40%), incidenti stradali (30%) e tumori (20%).  L’alcol costa a ciascun europeo circa 311 euro in termini di produttività persa, costi sanitari, sociali e di sicurezza. 


Il progetto AMPHORA, finanziato dalla Commissione europea dal 2008 al 2013, ha studiato i modelli di comportamento e le politiche alcologiche attuate nei paesi dell’UE. Lo scopo: fornire nuove evidenze sul consumo di alcol e sui danni alcol-correlati, diffondere informazioni sui rischi per la salute e dare indicazioni utili a implementare politiche ed interventi efficaci. I risultati del  progetto sono stati analizzati il 6 dicembre a Firenze in occasione del convegno organizzato dall’Agenzia regionale di sanità della Toscana, che ha coordinato uno dei gruppi di ricerca del progetto.


Dal progetto AMPHORA è emerso con evidenza che sono le variabili socio-economiche, culturali e demografiche ad influire maggiormente sui mutamenti del bere, più delle politiche. Ma ci sono alcune politiche di prevenzione che si sono dimostrate particolarmente efficaci: le norme di abbassamento del limite alcolemico alla guida, insieme a quelle che limitano l’accesso alla vendita dell’alcol (come, ad esempio, i limiti agli orari di vendita dei locali e al consumo in luoghi pubblici in occasione di eventi di massa come concerti e partite). Il progetto ha inoltre posto l’accento su alcuni altri elementi-chiave che devono essere implementati in Europa, tenendo in debita considerazione le diversità locali:


Aumentare i costi delle bevande alcoliche attraverso una maggiore tassazione, fissando un prezzo minimo per grammo di alcol.
Bandire la pubblicità promozionale sull’alcol dai media, fornendo invece ai cittadini informazioni chiare sui rischi del bere (ad esempio con delle etichette sulle bottiglie che avvertano i consumatori dei rischi di quelle bevande).
Considerando gli ultimi 60 anni, la ricerca ha evidenziato che le diverse culture del nostro continente interagiscono in modo differente con le politiche di prevenzione alcologica, influenzando in modo altrettanto differente i cambiamenti del bere e dei danni alcol-correlati nella popolazione. Per aumentare le probabilità di successo nelle popolazioni del sud Europa è  necessario che le politiche europee valutino le modalità mediterranee del consumo di alcol.


Per quanto riguarda l'Italia – e la Toscana - negli ultimi 30 anni il consumo di alcolici si è ridotto del 65%, con importanti modifiche anche nelle modalità di consumo. Oggi nel nostro paese convivono 2 modelli diversi di consumo: quello tradizionale, il vino consumato ai pasti in famiglia, e quello più tipico dei paesi nordici, adottato dai giovani, che consumano birra, superalcolici e aperitivi in gran quantità, fuori dei pasti e concentrati in poche occasioni (soprattutto nel weekend). Da qui la necessità di attivare più azioni di contrasto diversificate.


Per approfondire:
- visita la pagina del convegno ARS per consultare tutto il materiale del convegno (presentazioni, comunicato stampa, rassegna stampa, foto, videonews e videointerviste):
http://www.ars.toscana.it/it/eventi/eventi-2013/2182-progetto-amphora-e-politiche-europee-di-prevenzione-alcologica-nella-cultura-mediterranea-e-in-italia.html
- visita la nostra pagina web I toscani e l'alcol per consultare i dati toscani aggiornati:
http://www.ars.toscana.it/it/aree-dintervento/determinanti-di-salute/alcol.html


(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)